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Il
percorso della Lavaredo Ecomarathon è un anello di 46 km,
con partenza e arrivo al Rifugio Auronzo a quota 2.330 m (foto 1),
alla base delle pareti sud delle Tre Cime di Lavaredo (foto 2).
Dal rifugio si prende la strada (foto 3 e 4) che conduce prima alla
Chiesetta (foto 5 e 6) sotto la Cima Piccola (foto 8), e poi al
Rifugio Lavaredo, quota 2.330 m (foto 7). Subito prima del Rifugio
Lavaredo si prende a sinistra (foto 9) il sentiero che porta in
breve a Forcella Lavaredo (foto 10), punto più alto del tracciato
con i suoi 2.454 m. Dalla Forcella il panorama è stupendo
e spazia dalle Dolomiti altoatesine (foto 11) alle pareti nord delle
Tre Cime di Lavaredo (foto 12), alle Marmarole e ai Cadini di Misurina
(foto 13). Si scende verso il Rifugio Lavaredo sullo stesso versante
ma dal lato opposto rispetto alla salita (foto 14 e 15), lasciandosi
alle spalle le 3 Cime (foto 16). Prima del rifugio, in prossimità
dei Laghi di Lavaredo (foto 17) si prende a sinistra il sentiero
verso i Piani di Cengia (foto da 18 a 24), in un ambiente fantastico
dove i fischi delle marmotte accompagnano la corsa degli atleti.
In mezzo alla verde vallata, circondati dalle montagne, si imbocca
il sentiero (foto 25) verso la Val Cengia, che dopo pochi metri
inizia a scendere ripidamente a valle (foto da 26 a 28). Qui occorre
fare attenzione perché il sentiero è stretto e il
fondo sassoso. Si guada il Rio Cengia nei pressi di una cascatella
e lo si riattraversa più in basso, in prossimità del
Cason di Cengia Bassa (foto 29), in un'atmosfera fiabesca. Si continua
a scendere e, dopo aver guadato il fiume per l'ultima volta, si
arriva in Val Marzon, 1.300 m (foto 30), dove si scende per la strada
asfaltata per circa 500 metri, fino ad arrivare al bivio per il
Rifugio Città di Carpi (foto 31). Si prende a destra la strada
bianca che risale la Val d'Onge (foto 32) e che dopo 5 km diventa
una mulattiera, spesso percorsa da pascoli di mucche (foto da 33
a 35). Si arriva a Forcella Maraia (2.110 m) dove sorge il Rifugio
Città di Carpi (foto 36 e 37). Con le Marmarole e il Sorapiss
davanti, si imbocca il sentiero verso Misurina (foto 38 e 39), fino
al bivio per Casera Maraia (foto 40), al quale si devia a sinistra.
Si prosegue in discesa (foto 40) e si incontra la strada, in parte
asfaltata e in parte sterrata (foto 42 e 43), che da Federavecchia
conduce a Casera Maraia (foto 44). Sulla destra della Casera si
imbocca un sentiero (foto 45 e 46) spesso fangoso dove occorre fare
attenzione a non scivolare, specie nell'ultimo ripido tratto, in
vista della splendida Croda Alta di Somprade (foto 47). In località
Stabiziane (1.110 m, punto più basso del tracciato), si attraversa
la Strada Statale (ATTENZIONE!) e si percorre il prato di fianco
a una caratteristica abitazione (foto 48). Prima per un tratto di
bosco e poi per prati si arriva a guadare il fiume Ansiei su un
ponticello di legno e poi in breve alla carrozzabile (foto 49 e
50) che conduce alla splendida Foresta Demaniale di Somadida (foto
51). All'interno della foresta si transita accanto al Rifugio Tre
Sorelle (foto 52 e 53) e si percorre una strada bianca perfettamente
tenuta (foto da 55 a 60), immersi nei profumi del bosco. Alla fine
della Foresta di Somadida (foto 61) si entra in Valbona, unico tratto
del percorso che esce dal territorio del Comune di Auronzo di Cadore
per entrare in quello di Cortina d'Ampezzo. La strada prosegue in
mezzo al bosco (foto da 62 a 64) fino ad arrivare agli splendidi
prati di Valbona, 1.377 m (foto 65), con alle spalle il maestoso
gruppo del Sorapiss (foto 66). Pochi metri dopo la caratteristica
costruzione di Valbona (foto 67) si imbocca a sinistra (foto 68)
la vecchia strada che costeggia la Statale e che in leggera salita
conduce in prossimità del bivio per Misurina-Cortina. Si
attraversa la Strada Statale (ATTENZIONE!) e, dopo una scorciatoia
su sentiero, si percorre un breve tratto su asfalto fino a giungere
al bivio a destra per la cosiddetta "strada delle manze"
(foto da 69 a 72). In leggera salita, su fondo ottimo, si costeggia
un verde pascolo e si arriva alla seggiovia del Col de Varda (foto
73), nei pressi di una piccola chiesetta. Si costeggia il verde
lago di Misurina, 1.750 m (foto 74) e si percorre un breve tratto
di asfalto. Si incrocia la strada che da Misurina porta alle Tre
Cime di Lavaredo e si prosegue a diritto in direzione Monte Piana
(foto 75 e 76). A Forcella Bassa, quota 1.880 (foto 77), si prende
a destra la mulattiera che riporta sulla strada delle Tre Cime,
tra il lago d'Antorno e il casello. Alla sinistra del casello si
prende la strada bianca (foto 78) che in breve porta alla Malga
Rin Bianco (foto 79 e 80), oltre la quale si incontra sulla sinistra
la strada che conduce alla Forcella dell'Arghena (foto 81 e 82).
Inizia qui la parte più bella ma anche più dura del
tracciato, considerando che si sono già percorsi più
di 40 km. Il sentiero sale ripido (foto 83) fino ad un bivio (foto
84), dove si prosegue a destra oltrepassando un paio di passaggi
delicati (attenzione in caso di pioggia). Metro dopo metro il paesaggio
si fa sempre più affascinante e lo sguardo spazia fino ai
monti dell'Austria (foto da 85 a 88). A pochi metri dalla vetta
compaiono nuovamente le Tre Cime di Lavaredo (foto 89), a dimostrazione
che il traguardo è ormai vicino. Al termine della salita
si arriva ai
2.315 m di Forcella Col di Mezzo, in mezzo alle trincee di
guerra, dove il panorama è mozzafiato (foto da 90 a 98).
L'ultimo chilometro, con leggeri saliscendi (foto 99), conduce al
Rifugio Auronzo (foto 100), dove è posto l'arrivo. |
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